ESPERIENZE ARTISTICHE DI RICOSTRUZIONE IDENTITARIA
Le esperienze artistiche performative nascono dal desiderio di condividere la mia ricerca, trasformandola in un percorso che non si limita ad essere osservato, ma viene vissuto in prima persona.
Non si tratta di imparare a dipingere o di realizzare un’opera esteticamente perfetta.
Si tratta di attraversare un processo creativo capace di trasformare simbolicamente una domanda personale in un gesto artistico.
Durante il percorso ogni partecipante realizza una propria opera identitaria, attraversando gli stessi principi simbolici che caratterizzano la mia ricerca: la frattura, la ricostruzione, il valore, l’acqua, la vibrazione, l’imprevedibilità e la trasformazione.
Ogni esperienza è guidata con delicatezza e rispetto dei tempi di ciascuno, in un ambiente accogliente, privo di giudizio e costruito per favorire ascolto, condivisione e libertà espressiva.
Non esistono opere giuste o sbagliate. Esiste LA TUA OPERA.
COME SI SVOLGE IL PERCORSO
Il laboratorio si sviluppa in un incontro con un piccolo gruppo di persone.
Attraverso immagini, racconti e simboli vengono presentati i concetti che guidano il laboratorio: identità, frattura, autenticità, trasformazione, valore, acqua e vibrazione.
Successivamente ogni partecipante realizza una rappresentazione simbolica di sé su un supporto artistico personale, condividendo, se lo desidera, la propria storia.
Il cuore dell’esperienza è il gesto performativo. Ogni partecipante rompe volontariamente la propria opera. Non è un gesto distruttivo ma il simbolo della scelta di interrompere ciò che ci definisce soltanto in superficie per lasciare spazio a qualcosa di più autentico.
La frattura diventa occasione di osservazione, dialogo, ascolto e condivisione. Ognuno attribuisce a quel gesto il proprio significato.
I frammenti vengono reinterpretati attraverso differenti esperienze artistiche. Alcuni possono essere trasformati utilizzando la tecnica del Suminagashi. Altri attraverso vibrazioni, colore, segno o differenti materiali.
L’imprevedibilità diventa parte del processo creativo. Nessun disegno viene controllato completamente.
Come nella vita, alcune forme emergono soltanto quando smettiamo di volerle guidare e controllare.
L’opera viene ricomposta. Ogni partecipante sceglie come ricostruirsi. Le crepe vengono valorizzate attraverso l’oro, il colore e nuovi elementi artistici. La ricostruzione non cancella ciò che è accaduto, lo rende parte della nuova identità dell’opera.
Ogni lavoro diventa unico e irripetibile, così come chi lo crea.
IL SENSO DEL PERCORSO
Credo profondamente che creare con le proprie mani permetta di attraversare un’esperienza in modo diverso rispetto al semplice comprenderla razionalmente. Quando un gesto viene compiuto, viene vissuto.
Per questo il laboratorio non racconta soltanto la trasformazione. La fa sperimentare.
Manipolare materiali, osservare l’acqua, lasciare emergere forme imprevedibili, rompere e ricostruire diventano strumenti simbolici attraverso cui riflettere su se stessi.
L’arte diventa così uno spazio di ascolto, creatività e presenza.
A CHI E' RIVOLTO
Le esperienze possono essere realizzate con:
associazioni
scuole
enti culturali
musei
ospedali
fondazioni
gruppi privati
aziende
persone che desiderano vivere un percorso artistico di ricerca personale.
Ogni laboratorio viene progettato in funzione del contesto ospitante e del gruppo partecipante, mantenendo sempre la stessa struttura simbolica che caratterizza la mia ricerca.
Una precisazione
Queste esperienze non hanno finalità terapeutiche né sostituiscono percorsi medici o psicologici.
Sono esperienze artistiche guidate che utilizzano il linguaggio dell’arte come strumento di espressione, riflessione e ricerca personale, ispirandosi alla mia pratica artistica e ai suoi simboli.
“Ogni crepa è un invito a scegliere chi vogliamo diventare.”
