"SKIN PROJECT"
ARTE, EMOZIONI, IDENTITA'.
UNO SPAZIO DI ESPRESSIONE E ASCOLTO ALLA RICERCA DELLA NOSTRA VERSIONE PIU' AUTENTICA.

QUANDO ARTE, CURA E ASCOLTO SI INCONTRANO:
IL BISOGNO DI ESPRIMERSI.


Sono Elisabetta Zini, artista visiva, infermiera e tatuatrice. Dall’incontro di questi tre mondi nasce The Skin Project.
Durante il mio percorso professionale e personale ho riconosciuto un bisogno spesso trascurato: quello di avere uno spazio in cui potersi fermare, ascoltare ed esprimere liberamente le proprie emozioni.
Viviamo in una società che ci chiede di essere forti, efficienti e performanti, insegnandoci spesso a nascondere proprio ciò che ci rende vulnerabili. Nei momenti di difficoltà, soprattutto quando attraversiamo una malattia, una diagnosi, una perdita o un cambiamento importante, rischiamo di identificarci con ciò che ci è accaduto, fino a sentirci definiti esclusivamente dalla nostra esperienza.
The Skin Project nasce per restituire spazio alla persona, oltre la malattia, le ferite e le etichette. Uno spazio rispettoso dei tempi, dei bisogni e dei limiti individuali, in cui poter dare forma al proprio vissuto, riconoscere le proprie emozioni e riscoprire nuove possibilità per affrontare il proprio percorso di cura e di vita.
PERCHE' L'ARTE?
L’arte può raggiungere luoghi interiori in cui le parole, a volte, non arrivano.
La ricerca scientifica studia sempre più il ruolo delle arti nella promozione della salute e del benessere, evidenziando possibili benefici sul piano emotivo e sulla qualità della vita. Il gesto creativo offre un linguaggio alternativo per esprimere ciò che facciamo fatica a raccontare, rendendo visibile qualcosa che spesso rimane dentro.
In The Skin Project, l’arte diventa uno strumento per esplorare il proprio mondo emotivo, osservare la propria esperienza da una prospettiva diversa e aprirsi a nuove interpretazioni di sé.




PERCHE' LE ARTI GIAPPONESI?




The Skin Project si ispira alle pratiche artistiche giapponesi del Kintsugi e il Suminagashi, che racchiudono due significati complementari: imparare a riconoscere il valore delle proprie fratture e concedersi la libertà di lasciare fluire ciò che sentiamo.
Il Kintsugi è l’arte di riparare la ceramica valorizzandone le fratture con l’oro. Ciò che si è spezzato non viene nascosto, ma diventa parte di una nuova forma. È il simbolo della possibilità di accogliere la propria storia senza lasciarsi definire esclusivamente da essa, riconoscendo nelle trasformazioni attraversate anche l’occasione per riscoprire risorse e possibilità inaspettate.
Il Suminagashi, l'arte di dipingere sull'acqua, invita invece a lasciar fluire l'inchiostro, accogliendone i movimenti imprevedibili senza cercare di controllarli. Diventa così una metafora della libertà espressiva: uno spazio senza giudizio in cui ascoltiamo ciò che realmente desideriamo sentire, lasciandolo libero di fluire proprio come l'inchiostro fa sull'acqua.
Perchè non sempre possiamo scegliere ciò che ci accade, ma possiamo provare a scegliere nuovi modi di attraversarlo.
Guarire spesso non significa tornare come prima, ma poter diventare una versione di sè più consapevole e autentica.
UN UNICO LINGUAGGIO, DUE PERCORSI:
1- ESPERIENZE ARTISTICHE






Le esperienze artistiche di The Skin Project sono percorsi individuali o di gruppo, adattabili a diversi contesti e bisogni, pensati per creare uno spazio di ascolto, espressione e trasformazione simbolica.
Attraverso una reinterpretazione del Kintsugi e del Suminagashi, il vissuto personale prende forma nel gesto creativo, diventando qualcosa di concreto da osservare e con cui entrare in relazione.
Rompere. Lasciare fluire. Ricostruire.
Il percorso inizia con la rottura simbolica di una lastrina di marmorina, sulla quale può essere rappresentata la propria figura. È un gesto volontario che invita a prendere distanza da identificazioni, ruoli, convinzioni o esperienze nelle quali non ci riconosciamo più.
Osservare la propria immagine in frammenti permette di guardare simbolicamente ciò che ci ha messi in difficoltà da una prospettiva diversa. Di fronte a ciò che si è spezzato si apre una possibilità: restare ancorati all’immagine che abbiamo perduto o iniziare a immaginare una nuova forma. Le fratture e gli spazi vuoti diventano così metafora di un cambiamento possibile: là dove percepiamo una mancanza può aprirsi lo spazio per qualcosa di nuovo.
Il percorso prosegue con il Suminagashi, in un momento di calma e libertà espressiva. Come l’inchiostro si espande sull’acqua creando forme imprevedibili, anche le emozioni possono trovare uno spazio in cui emergere senza essere giudicate o trattenute.
L’attenzione si sposta così da ciò che desideriamo lasciare andare a ciò che vorremmo ritrovare: desideri, sensazioni e parti di noi che, talvolta, sono rimaste in silenzio per troppo tempo. Infine, attraverso il simbolismo del Kintsugi, i frammenti vengono ricomposti e le fratture valorizzate con l’oro.
La ricostruzione rappresenta la possibilità di integrare la propria storia in una nuova immagine di sé, riconoscendo che ciò che ci ha cambiati non deve necessariamente definirci per sempre.
Al termine dell’esperienza, la persona porta con sé non soltanto un’opera, ma una traccia concreta del percorso vissuto e di ciò che ha scelto di esprimere. La condivisione, quando desiderata, può offrire al gruppo un’occasione di ascolto reciproco, riconoscimento e confronto, nel rispetto della storia e dei confini di ciascuno.
Non sono necessarie competenze artistiche. Non esiste un’opera giusta o sbagliata: esiste un’opera unica, capace di raccontare qualcosa di ciascuno di noi.
2-ESPERIENZA SU PELLE






Lo stesso linguaggio può vivere anche sulla pelle.
Per chi lo desidera, il tatuaggio diventa un modo personale per dare forma alla propria storia, celebrare un cambiamento e attribuire un nuovo significato a ciò che è stato vissuto.
Il percorso si sviluppa attraverso una presa in carico infermieristica individuale, che parte dall’ascolto e dall’individuazione dei bisogni della persona, per costruire insieme un progetto rispettoso della sua storia, dei suoi desideri e del rapporto con il proprio corpo.
Quando è presente una cicatrice, questa può essere integrata nel disegno e valorizzata attraverso elementi simbolici, anche dorati, ispirati al Kintsugi. Non necessariamente qualcosa da nascondere, dunque, ma un segno da riconoscere e trasformare in parte di una nuova narrazione personale.
Il tatuaggio diventa così una scelta consapevole, un segno che rappresenta il cammino attraversato e il significato che la persona desidera attribuirgli.
Ogni percorso viene progettato individualmente, nel rispetto della privacy, della volontà e dei tempi della persona. Il tatuaggio è realizzato in contesti idonei, nel rispetto delle norme igienico-sanitarie e, in presenza di cicatrici, previo accertamento dell’idoneità e acquisizione del necessario consenso medico.
A CHI E' RIVOLTO
The Skin Project si propone come un progetto flessibile, adattabile a contesti e realtà differenti.
È rivolto a strutture sanitarie pubbliche e private, associazioni, enti, professionisti e realtà che si occupano di cura e benessere, oltre che a persone interessate a intraprendere un percorso individuale di espressione e consapevolezza.
Le esperienze artistiche e i percorsi individuali possono essere modulati in base alle esigenze, con la possibilità di collaborare con i professionisti di riferimento e integrarsi, dove appropriato, nei percorsi di cura e di accompagnamento della persona.
UN NUOVO SPAZIO DI CURA, ATTRAVERSO L’ESPRESSIONE
The Skin Project non sostituisce le cure mediche, psicologiche o psicoterapeutiche, ma desidera affiancarle, offrendo uno strumento complementare per dare spazio al mondo emotivo della persona.
Perché prendersi cura significa anche riconoscere la storia, l’identità e i bisogni di chi abbiamo di fronte, permettendogli di esprimersi oltre ciò che gli è accaduto.
Quando le parole non bastano, l’arte può aprire un’altra strada: quella che ci permette di ascoltarci, ritrovarci e dare una nuova forma alla nostra storia.






