RICERCA ARTISTICA E TECNICA
Opere materiche su marmorina
Tecniche miste e sperimentazione dei materiali
Interventi manuali e lavorazioni stratificate
Frattura del supporto come gesto performativo
Opere uniche, non riproducibili
Integrazione della cinemica come pratica di traduzione
visiva delle emozioni ( suono, vibrazione e frequenza ).
CURRICULUM ARTISTICO






NOME: Elisabetta Zini
NAZIONALITA': Italiana
ATTIVITA': Artista visiva, infermiera e tatuatrice
PROGETTI
Ideatrice di S(oul)kin Project
Progetto artistico che integra arte visiva, tatuaggio e ritualità contemporanea.
La ricerca si concentra sulla trasformazione della ferita, dell’imperfezione e dell’esperienza emotiva in linguaggio visivo, attraverso pratiche materiche, performative e l’utilizzo della cinemica come strumento poetico e concettuale.
FORMAZIONE RILEVANTE
Qualifica professionale di tatuatrice e dermopigmentista.
Dottoressa in scienze infermieristiche con specializzazione in medicina estetica infermieristica.
Approccio etico e simbolico al corpo e alla pelle come linguaggio artistico.
Pratica basata sull’ascolto, sulla relazione e sulla co-creazione con la persona.
Certificazione di terapista olistica e arteterapia.
NOTE
Tutte le opere sono accompagnate da certificato di autenticità
Produzione orientata esclusivamente a pezzi unici
Attività in fase di espansione verso canali di vendita internazionali, aste online, collaborazioni arristiche e culturali, progetti umanitari e commissioni private personalizzate.
ARTIST STATEMENT
La mia ricerca artistica nasce dalla volontà di restituire valore a ciò che oggi viene spesso rimosso o nascosto: l’imperfezione, la fragilità, le ferite interiori ed esteriori.
In una società che tende all’omologazione e all’anestesia emotiva, il mio lavoro riporta al centro l’essere umano nella sua verità più profonda, creando spazi visivi e simbolici in cui l’autenticità possa emergere senza filtri.
Opero sulla pelle e sulla materia come luoghi dell’identità.
Il corpo, i vissuti e le esperienze personali diventano linguaggio visivo, materia narrativa, presenza concreta nell’opera.
Attraverso opere materiche e tatuaggi, indago il confine tra imperfezione e autenticità, tra ferita e forza, trasformando ciò che è stato vissuto come limite in segno di consapevolezza.
La frattura è un elemento centrale del mio processo creativo.
I supporti vengono intenzionalmente rotti in un gesto performativo che introduce l’imprevedibilità come parte essenziale dell’opera. Come nella vita, il risultato finale nasce solo dopo ciò che non può essere controllato.
Alla dimensione materica e performativa si affianca l’uso della cinemica come linguaggio poetico e concettuale.
Attraverso la registrazione della voce e delle frequenze emotive della persona, le vibrazioni vengono trasformate in forme visive che diventano parte integrante dell’opera.
Il suono, l’emozione e la vibrazione diventano così traccia visibile dell’essere.
Nelle opere su commissione, il processo coinvolge direttamente la persona attraverso ascolto, dialogo e partecipazione attiva.
L’opera diventa uno spazio di riconoscimento: un passaggio simbolico dalla frammentazione alla scelta di ricomporsi.
C’è un momento preciso in cui ci si trova di fronte all’opera in frantumi.
Come nella vita, ci si confronta con la possibilità di restare in mille pezzi oppure di ricomporsi. È in questo gesto consapevole che le fratture vengono attraversate e valorizzate, trasformandosi nel punto di forza dell’opera.
Non cerco una bellezza ideale, ma una bellezza autentica: quella di un individuo che riconosce le proprie crepe come parte integrante del proprio essere e le trasforma in forza.
BIOGRAFIA ARTISTICA
Elisabetta Zini è un’artista visiva e tatuatrice italiana.
La sua ricerca nasce dall’incontro tra esperienza personale, sensibilità manuale e formazione sanitaria, elementi che influenzano profondamente il suo approccio al corpo, alla materia e alla relazione con l’altro.
Dopo anni di lavoro come infermiera, sviluppa una pratica artistica indipendente incentrata sulla trasformazione della ferita in valore simbolico e sull’autenticità come forma di forza.
Il corpo diventa linguaggio, la pelle superficie narrativa, la materia luogo di significato.
È ideatrice di S(oul)kin Project, un progetto artistico che unisce arte visiva, tatuaggio e ritualità contemporanea.
Il progetto integra processi materici, gesto performativo e utilizzo della cinemica (cymatics) per tradurre la voce e l’emozione delle persone in forme visive uniche, trasformando cicatrici fisiche ed emotive in segni di identità, consapevolezza e presenza.
Il suo lavoro è orientato alla creazione di opere uniche e non seriali, in cui il processo creativo — fatto di ascolto, partecipazione e trasformazione — è parte integrante del valore dell’opera stessa.
Attualmente realizza tatuaggi su pelle e opere materiche su marmorina, affiancando la produzione di lavori autonomi destinati a collezionisti privati a opere su commissione che coinvolgono direttamente la persona nel processo creativo.
